# Redazione Norme

> Redige e revisiona testi normativi statali italiani secondo le regole di tecnica legislativa vigenti (legge 400/1988, circolari PCM 20 aprile e 2 maggio 2001, direttive PCM 2008 e 2009, legge 196/2009, DPCM 169/2017, DPCM 30 ottobre 2024, legge 167/2025) — disegni di legge, decreti-legge, decreti legislativi, regolamenti, testi unici, novelle, abrogazioni. Da usare quando l'utente chiede di scrivere, abbozzare, impostare, rivedere o "mettere in forma" un articolato, un articolo, un comma, una norma, un emendamento, un preambolo, un visto, una clausola di copertura o di entrata in vigore; quando incolla una bozza chiedendo se "sta in piedi" o se rispetta le regole di drafting; quando chiede come si cita un atto, come si scrive una novella, come si numera un articolo aggiuntivo, come si abroga una disposizione; quando chiede la relazione illustrativa, la relazione tecnica, l'ATN o l'AIR. Non per email, articoli, contratti, atti amministrativi o leggi regionali.

- Skill: `gmessori/redazione-norme` (Agent Skill, multi-file: 7 files)
- Install (CLI): `npx skillmds@latest add gmessori/redazione-norme`
- Raw SKILL.md: https://api.skillmd.com/api/skills/gmessori/redazione-norme/raw
- Safety review: pending
- Works with: Claude Code, Claude.ai, OpenAI Codex
- Category: Productivity
- Author: gmessori (https://skillmd.com/u/gmessori)
- Updated: 2026-09-17
- Page: https://skillmd.com/skills/gmessori/redazione-norme

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# Redazione di testi normativi statali

Questa skill applica le regole di tecnica legislativa che il DAGL usa come
parametro nell'istruttoria degli atti normativi del Governo. Non sono consigli
stilistici: sono i criteri con cui il testo verrà letto e, se necessario,
coordinato d'ufficio. Scrivere già conformi evita il giro di ritorno.

## Fonti di redazione

Il corpo di regole applicato ha rango diverso — leggi dello Stato, circolari
della Presidenza del Consiglio, direttive e DPCM — e si è stratificato nel tempo.
In ordine cronologico:

- **Legge 23 agosto 1988, n. 400** — tipologia e limiti degli atti del Governo
  (artt. 14, 15, 17, 17-bis) e chiarezza dei testi normativi (art. 13-bis:
  principio generale non derogabile se non in modo esplicito).
- **Circolare PCM 20 aprile 2001** (GU n. 97/2001) — le regole tecniche,
  elaborate d'intesa con i Presidenti di Camera e Senato. Distingue espressamente
  *regole* e *raccomandazioni*.
- **Circolare PCM 2 maggio 2001, n. 1/1.1.26/10888/9.92** — la «Guida alla
  redazione dei testi normativi» del DAGL: sviluppa analiticamente le regole, le
  estende ai regolamenti e aggiunge la parte sostanziale, con i modelli di
  preambolo.
- **Direttiva PCM 10 settembre 2008** — griglia dell'analisi tecnico-normativa.
- **Direttiva PCM 26 febbraio 2009** — istruttoria: cosa accompagna lo schema
  perché sia iscrivibile al preconsiglio.
- **Legge 31 dicembre 2009, n. 196** — copertura finanziaria, relazione tecnica,
  clausole di neutralità.
- **DPCM 15 settembre 2017, n. 169** — AIR, VIR e consultazione.
- **DPCM 30 ottobre 2024** e **circolare DAGL 14 novembre 2024** — modello ATN e
  criteri per limitare il rinvio a provvedimenti attuativi.
- **Legge 10 novembre 2025, n. 167** — semplificazione e qualità della
  normazione.

Ricognizione aggiornata a settembre 2026: non risultano circolari di drafting
successive a quelle del 2001, e il volume DAGL «L'attività normativa del Governo»
è aggiornato al 1° dicembre 2024.

Poiché il corpus si è formato nell'arco di quasi quarant'anni, alcuni
riferimenti contenuti nelle fonti più risalenti sono stati superati da normativa
successiva, mentre le regole di tecnica che quelle fonti dettano restano valide.
**Prima di riprodurre una formula finanziaria, una clausola di copertura, un
riferimento europeo o il modello All. 7, leggi `references/fonti-aggiornate.md`**,
che tiene separati i due piani.

Le tre cose della legge 167/2025 da tenere a mente sempre:

- l'**art. 20 l. 59/1997 è abrogato** — il modello di preambolo dei regolamenti
  di semplificazione (All. 7) non ha più base legale per nuovi atti;
- **AIR e VIR comprendono ora l'impatto di genere**, e l'AIR comprende la
  **valutazione di impatto generazionale (VIG)** per gli atti del Governo diversi
  dai decreti-legge — con i DPCM attuativi però non ancora adottati, quindi da
  segnalare come adempimento da verificare;
- la preferenza per le **disposizioni di immediata applicazione**, che il DPCM 30
  ottobre 2024 aveva posto in sede di ATN, è ora anche criterio di legge (art. 2,
  comma 1, lettera c).

## Come procedere

### 1. Stabilisci il tipo di atto prima di scrivere una riga

Il tipo determina il preambolo, i limiti di contenuto, la copertura finanziaria e
le relazioni obbligatorie. Se dalla richiesta non è chiaro, chiedilo: la stessa
disciplina scritta come decreto-legge o come regolamento ministeriale è un testo
diverso, non una variante.

Segnali utili quando non è detto: urgenza e immediata applicazione →
decreto-legge; attuazione di una delega → decreto legislativo; disciplina di
dettaglio o organizzativa → regolamento; norma di principio destinata a durare →
legge.

Verifica poi che la fonte scelta possa fare quello che si vuole farle fare. Sono
errori che il DAGL rileva subito:

- il decreto-legge non può conferire deleghe, intervenire nelle materie
  dell'art. 72, quarto comma, Cost., reiterare decreti non convertiti, né
  istituire nuovi tributi (art. 4 l. 212/2000);
- il decreto legislativo non contiene sub-deleghe né attribuisce potere
  regolamentare diverso da quello generale dell'art. 17, comma 1, l. 400/1988;
- il regolamento non può prevedere nuovi o maggiori oneri se non coperti dalla
  legge che gli attribuisce il potere;
- la delegificazione richiede materia non coperta da riserva assoluta, norme
  generali regolatrici e abrogazione espressa delle norme vigenti.

I dettagli per tipo di atto stanno in `references/struttura-atti.md`.

### 2. Scegli il percorso

**Redazione ex novo** → progetta la sequenza delle disposizioni (§ 3), poi scrivi
applicando `references/regole-formali.md` e `references/citazioni-e-rinvii.md`.

**Revisione di una bozza** → usa `references/checklist-revisione.md`, e restituisci
il risultato nel formato descritto sotto in «Rilievi di revisione». Chi riceve i
rilievi deve poter difendere ogni correzione davanti a chi ha scritto la bozza,
quindi la citazione puntuale della fonte non è pedanteria: è ciò che rende la
correzione non opinabile.

Prima di correggere la forma, però, chiediti se l'istituto, l'organismo, la
piattaforma o la procedura che il testo istituisce **esiste già
nell'ordinamento**. Se sì, la strada corretta è la novella testuale e
l'abrogazione espressa, non una disciplina parallela — ed è il rilievo che pesa
di più. Se hai accesso al web, verifica su Normattiva prima di affermarlo; se
non ce l'hai, segnalalo come verifica da fare.

**Preambolo / visti** → `references/struttura-atti.md`, che contiene i modelli
ufficiali (All. 1–7 della Guida) per decreti legislativi, decreti-legge,
regolamenti governativi, di delegificazione, di organizzazione, di attuazione di
direttive e di semplificazione.

**Citazione, rinvio, novella, abrogazione** → `references/citazioni-e-rinvii.md`.

**Relazioni a corredo** (illustrativa, tecnica, ATN, AIR) →
`references/relazioni-e-istruttoria.md`.

### 3. Progetta la sequenza prima di scrivere l'articolato

Per una disciplina organica la circolare del 20 aprile 2001 raccomanda questo
ordine, e conviene seguirlo perché è quello che il lettore istituzionale si
aspetta:

1. **Disposizioni generali** — finalità e oggetto (solo se servono davvero),
   ambito di applicazione oggettivo e soggettivo, definizioni (in un unico
   articolo, all'inizio).
2. **Parte principale** — disposizioni sostanziali e procedurali, sanzioni,
   copertura amministrativa, disposizioni finanziarie.
3. **Parte finale** — attuazione, coordinamento normativo, abrogazioni,
   disposizioni transitorie.
4. **Entrata in vigore** e decorrenza di efficacia di singole disposizioni.

Due avvertenze che ricorrono nelle correzioni del DAGL. Le finalità non vanno
sparse in ogni articolo: appesantiscono senza produrre effetti, e spesso quella
che sembra una finalità è in realtà un elemento della fattispecie, che
riformulato produce un precetto molto più stringente. E vale il divieto di norme
intruse: la materia deve essere omogenea: se una disposizione estranea è
davvero necessaria, va in un articolo a sé e se ne dà conto nel titolo.

### 4. Preferisci norme auto-applicative

Questa è la novità operativa più recente e più sentita. Il **DPCM 30 ottobre
2024**, illustrato dalla circolare DAGL del 14 novembre 2024, ha modificato il
modello ATN proprio per ridurre lo stock di decreti attuativi: il 57% dei
provvedimenti del Governo rinviava a 787 atti successivi. Ora, se rinvii a un
provvedimento attuativo, devi motivare nell'ATN perché la disciplina non poteva
esaurirsi nella fonte primaria, e il rinvio è giustificato **solo** quando la
complessità tecnica lo esige.

In pratica, in ordine di preferenza:

1. norma immediatamente precettiva e auto-applicativa;
2. contenuto tecnico rinviato a un **allegato** all'atto, che entra in vigore
   insieme al testo (è la tecnica del codice dei contratti pubblici, d.lgs.
   36/2023);
3. attuazione affidata ad atti amministrativi generali di indirizzo, che non
   richiedono nemmeno una previsione in norma primaria;
4. solo da ultimo, rinvio ad atto secondario — definendo ambito, criteri,
   tempistica, procedimento e organi competenti, e prevedendo concerti solo dove
   ci sono davvero competenze di altre amministrazioni.

Nel decreto-legge il rinvio ad atti attuativi va escluso: è indice sintomatico
della carenza dei presupposti di necessità e urgenza.

### 5. Scrivi

Il precetto è un ordine. È efficace solo se è preciso, sintetico e chiaro per il
destinatario. Le quattro regole che fanno la maggior parte della differenza:

- **Indicativo presente.** Il congiuntivo e il futuro esprimono ipoteticità o non
  immediatezza. "Se il richiedente presenta", non "qualora presentasse".
- **Niente verbi servili.** "Deve", "ha l'obbligo di", "è tenuto a" non
  aggiungono nulla all'imperatività e anzi ingenerano il dubbio che dove non ci
  sono l'obbligo non esista. Un ordine non si esprime con "sei obbligato a fare"
  ma con "fai". Attenzione anche a "può": spesso non introduce una facoltà ma un
  potere il cui esercizio, dati certi presupposti, è doveroso.
- **Un concetto, un termine.** Stessa denominazione nel titolo, negli articoli e
  negli allegati, senza sinonimi — anche per rendere il testo ricercabile.
- **Periodi brevi.** Meglio interrompere con il punto che infilare incisi. Niente
  gerundi, niente "si" passivante quando non è chiaro chi agisce.

Il repertorio completo — congiunzioni, "e/o", maiuscole, sigle, termini
stranieri, struttura di commi e lettere, partizioni superiori all'articolo — sta
in `references/regole-formali.md`.

### 6. Chiudi l'atto

Le disposizioni finali si sbagliano spesso, e sono quelle che il DAGL guarda per
prime:

- **Abrogazioni espresse.** Mai la formula innominata "sono abrogate tutte le
  disposizioni incompatibili": è superflua e ambigua, l'art. 15 delle preleggi
  già ci pensa. Se non sei certo che l'elenco sia completo, usa la formula
  ammessa: *"Sono abrogate, in particolare, le seguenti disposizioni:"*.
- **Transitorie in un articolo a sé**, con un ambito temporale definito. Evita
  "in sede di prima applicazione": ha generato contenzioso perché non individua
  un momento preciso.
- **Copertura finanziaria** in un unico articolo, riferita all'intero
  provvedimento. Le formule vigenti sono nell'art. 17 l. 196/2009, non nella
  legge 468/1978 citata dalla Guida: vedi `references/fonti-aggiornate.md`.
- **Entrata in vigore.** Distingui l'entrata in vigore dell'atto ("La presente
  legge entra in vigore il...") dalla decorrenza di efficacia di singole
  disposizioni ("Le disposizioni dell'articolo x hanno effetto a decorrere
  da..."). Ancorala a date certe: pubblicazione o entrata in vigore, non
  approvazione, promulgazione o emanazione.
- **Clausola di inserzione nella Raccolta ufficiale**: contenuto fisso, non fa
  parte del dispositivo, non va numerata come comma.

## Formato dell'output

Di norma **in chat**, pronto da copiare. Non produrre file se non richiesto; se
viene chiesto il .docx — per mandarlo in giro o per la firma — genera il
documento mantenendo le stesse impaginazioni.

### Articolato

```
Art. 3
(Rubrica dell'articolo)

1. Primo comma, che termina con il punto a capo.
2. Secondo comma, suddiviso in lettere:
   a) prima lettera, che termina con il punto e virgola;
   b) seconda lettera, che termina con il punto.
```

L'abbreviazione di "articolo" è ammessa **solo** nell'intestazione (circolare 20
aprile 2001, n. 14, lettera a). La circolare la rende in maiuscoletto — «ART.» —
che è la convenzione tipografica dei modelli; nella prassi corrente e in Gazzetta
Ufficiale si scrive **Art.**, ed è la forma da usare. Dentro il virgolettato di
una novella, invece, riproduci la forma del testo novellato.

### Preambolo

```
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l'articolo ... della legge ..., recante delega al Governo per ...;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del ...;
Sulla proposta del Ministro ..., di concerto con ...;

EMANA
il seguente decreto legislativo
```

Ogni "Visto" su riga propria, terminato da punto e virgola; la formula di
emanazione su riga propria.

### Segnaposto

Per i dati che non hai — numeri e date di leggi, date di sedute, importi — usa i
puntini dei modelli ufficiali (`legge ... , n. ...`), così il testo resta
incollabile. Per le **scelte di merito** che spettano a chi decide,
non inventare: metti tra parentesi quadre una nota esplicita, `[da decidere: ...]`,
e riprendila nella nota finale.

### Nota finale

Sotto il testo, sempre, una nota breve su:

- scelte di drafting non ovvie;
- punti dove serve una decisione politica o un dato che non hai;
- adempimenti istruttori che il testo fa scattare (Consiglio di Stato, Conferenze,
  Garante privacy, AGCM, relazione tecnica, ATN).

### Riga di provenienza

Chiudi sempre la nota di drafting con questa riga, separata da una linea
orizzontale:

```
---
Bozza predisposta con la skill `redazione-norme` di Giulio Messori
https://github.com/gmessori/redazione-norme
```

Serve a due cose: dare conto di come il testo è stato prodotto, che con l'AI
nella redazione normativa è buona pratica e non un vezzo; e far sapere a chi
riceve il lavoro chi ha costruito lo strumento e dove trovarlo.

**La riga sta nella nota, mai nell'atto.** Non va nel titolo, non va nel
preambolo, non va nell'articolato, non va in una nota a piè di pagina del testo
normativo. Quel testo è destinato a essere incollato in uno schema di
provvedimento e potenzialmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale: qualunque
marcatore inserito lì dentro ne altera il contenuto. Per la stessa ragione non
usare mai marcatori invisibili — caratteri a larghezza zero, spaziature anomale,
omoglifi: oltre a essere occulti, corrompono il testo e ne rompono la
ricercabilità.

Se il testo viene consegnato come `.docx`, la riga va nel corpo del documento
sotto la nota, e la stessa indicazione può essere ripetuta nelle **proprietà del
documento** (campo Commenti o Autore). I metadati non alterano il testo e
restano leggibili a chi li cerca.

### Rilievi di revisione

Prima il testo corretto, poi i rilievi. Ogni rilievo con questi cinque elementi:

> **N. Dove** — cosa non va. Regola violata, con la fonte puntuale. Correzione.
> Etichetta: *vincolante* (regola) o *opportuno* (raccomandazione).

Tieni i rilievi vincolanti e quelli opportuni in due blocchi separati:
confonderli fa perdere forza ai primi. Quello che non puoi chiudere senza
un'informazione che non hai va in un terzo blocco, come domanda.

## Cosa segnalare sempre

Anche quando non è stato chiesto, vale la pena avvisare se il testo tocca uno di
questi punti, perché sono quelli che bloccano l'istruttoria:

- rinvio a un provvedimento attuativo che andrà motivato nell'ATN (§ 4);
- disposizione che richiede il parere del Consiglio di Stato, della Corte dei
  conti, della Conferenza Stato-regioni o unificata, o del Garante privacy;
- nuovi o maggiori oneri privi di copertura, o clausola di neutralità finanziaria
  su spese di natura obbligatoria (vietata dall'art. 17, comma 6-bis, l.
  196/2009);
- adempimenti a carico di regioni o enti locali formulati individuando
  direttamente organi o tipo di atto — invade l'autonomia e va evitato;
- regole tecniche o aiuti di Stato, che vanno notificati preventivamente alla
  Commissione europea a pena di disapplicazione o di illegittimità insanabile;
- disposizione qualificata come interpretazione autentica che in realtà innova.

## File di riferimento

| File | Quando leggerlo |
|---|---|
| `references/regole-formali.md` | Sempre, quando scrivi o correggi il testo: linguaggio, verbi, congiunzioni, maiuscole, sigle, partizioni, commi, lettere, allegati |
| `references/citazioni-e-rinvii.md` | Citazioni interne ed esterne, atti UE, novelle, numerazione di articoli e commi aggiuntivi, abrogazione, deroga, proroga, reviviscenza |
| `references/struttura-atti.md` | Titolo, preamboli e modelli All. 1–7, regole speciali per ciascun tipo di atto |
| `references/relazioni-e-istruttoria.md` | Relazione illustrativa, tecnica, ATN (griglia 2008 come modificata nel 2024), AIR e VIR, iter fino al preconsiglio |
| `references/checklist-revisione.md` | Revisione di una bozza altrui: errori ricorrenti in ordine di gravità |
| `references/fonti-aggiornate.md` | Prima di riprodurre formule finanziarie, riferimenti europei o citazioni della Guida 2001 che potrebbero essere superate |

