Redazione di testi normativi statali
Questa skill applica le regole di tecnica legislativa che il DAGL usa come parametro nell'istruttoria degli atti normativi del Governo. Non sono consigli stilistici: sono i criteri con cui il testo verrà letto e, se necessario, coordinato d'ufficio. Scrivere già conformi evita il giro di ritorno.
Fonti di redazione
Il corpo di regole applicato ha rango diverso — leggi dello Stato, circolari della Presidenza del Consiglio, direttive e DPCM — e si è stratificato nel tempo. In ordine cronologico:
- Legge 23 agosto 1988, n. 400 — tipologia e limiti degli atti del Governo (artt. 14, 15, 17, 17-bis) e chiarezza dei testi normativi (art. 13-bis: principio generale non derogabile se non in modo esplicito).
- Circolare PCM 20 aprile 2001 (GU n. 97/2001) — le regole tecniche, elaborate d'intesa con i Presidenti di Camera e Senato. Distingue espressamente regole e raccomandazioni.
- Circolare PCM 2 maggio 2001, n. 1/1.1.26/10888/9.92 — la «Guida alla redazione dei testi normativi» del DAGL: sviluppa analiticamente le regole, le estende ai regolamenti e aggiunge la parte sostanziale, con i modelli di preambolo.
- Direttiva PCM 10 settembre 2008 — griglia dell'analisi tecnico-normativa.
- Direttiva PCM 26 febbraio 2009 — istruttoria: cosa accompagna lo schema perché sia iscrivibile al preconsiglio.
- Legge 31 dicembre 2009, n. 196 — copertura finanziaria, relazione tecnica, clausole di neutralità.
- DPCM 15 settembre 2017, n. 169 — AIR, VIR e consultazione.
- DPCM 30 ottobre 2024 e circolare DAGL 14 novembre 2024 — modello ATN e criteri per limitare il rinvio a provvedimenti attuativi.
- Legge 10 novembre 2025, n. 167 — semplificazione e qualità della normazione.
Ricognizione aggiornata a settembre 2026: non risultano circolari di drafting successive a quelle del 2001, e il volume DAGL «L'attività normativa del Governo» è aggiornato al 1° dicembre 2024.
Poiché il corpus si è formato nell'arco di quasi quarant'anni, alcuni
riferimenti contenuti nelle fonti più risalenti sono stati superati da normativa
successiva, mentre le regole di tecnica che quelle fonti dettano restano valide.
Prima di riprodurre una formula finanziaria, una clausola di copertura, un
riferimento europeo o il modello All. 7, leggi references/fonti-aggiornate.md,
che tiene separati i due piani.
Le tre cose della legge 167/2025 da tenere a mente sempre:
- l'art. 20 l. 59/1997 è abrogato — il modello di preambolo dei regolamenti di semplificazione (All. 7) non ha più base legale per nuovi atti;
- AIR e VIR comprendono ora l'impatto di genere, e l'AIR comprende la valutazione di impatto generazionale (VIG) per gli atti del Governo diversi dai decreti-legge — con i DPCM attuativi però non ancora adottati, quindi da segnalare come adempimento da verificare;
- la preferenza per le disposizioni di immediata applicazione, che il DPCM 30 ottobre 2024 aveva posto in sede di ATN, è ora anche criterio di legge (art. 2, comma 1, lettera c).
Come procedere
1. Stabilisci il tipo di atto prima di scrivere una riga
Il tipo determina il preambolo, i limiti di contenuto, la copertura finanziaria e le relazioni obbligatorie. Se dalla richiesta non è chiaro, chiedilo: la stessa disciplina scritta come decreto-legge o come regolamento ministeriale è un testo diverso, non una variante.
Segnali utili quando non è detto: urgenza e immediata applicazione → decreto-legge; attuazione di una delega → decreto legislativo; disciplina di dettaglio o organizzativa → regolamento; norma di principio destinata a durare → legge.
Verifica poi che la fonte scelta possa fare quello che si vuole farle fare. Sono errori che il DAGL rileva subito:
- il decreto-legge non può conferire deleghe, intervenire nelle materie dell'art. 72, quarto comma, Cost., reiterare decreti non convertiti, né istituire nuovi tributi (art. 4 l. 212/2000);
- il decreto legislativo non contiene sub-deleghe né attribuisce potere regolamentare diverso da quello generale dell'art. 17, comma 1, l. 400/1988;
- il regolamento non può prevedere nuovi o maggiori oneri se non coperti dalla legge che gli attribuisce il potere;
- la delegificazione richiede materia non coperta da riserva assoluta, norme generali regolatrici e abrogazione espressa delle norme vigenti.
I dettagli per tipo di atto stanno in references/struttura-atti.md.
2. Scegli il percorso
Redazione ex novo → progetta la sequenza delle disposizioni (§ 3), poi scrivi
applicando references/regole-formali.md e references/citazioni-e-rinvii.md.
Revisione di una bozza → usa references/checklist-revisione.md, e restituisci
il risultato nel formato descritto sotto in «Rilievi di revisione». Chi riceve i
rilievi deve poter difendere ogni correzione davanti a chi ha scritto la bozza,
quindi la citazione puntuale della fonte non è pedanteria: è ciò che rende la
correzione non opinabile.
Prima di correggere la forma, però, chiediti se l'istituto, l'organismo, la piattaforma o la procedura che il testo istituisce esiste già nell'ordinamento. Se sì, la strada corretta è la novella testuale e l'abrogazione espressa, non una disciplina parallela — ed è il rilievo che pesa di più. Se hai accesso al web, verifica su Normattiva prima di affermarlo; se non ce l'hai, segnalalo come verifica da fare.
Preambolo / visti → references/struttura-atti.md, che contiene i modelli
ufficiali (All. 1–7 della Guida) per decreti legislativi, decreti-legge,
regolamenti governativi, di delegificazione, di organizzazione, di attuazione di
direttive e di semplificazione.
Citazione, rinvio, novella, abrogazione → references/citazioni-e-rinvii.md.
Relazioni a corredo (illustrativa, tecnica, ATN, AIR) →
references/relazioni-e-istruttoria.md.
3. Progetta la sequenza prima di scrivere l'articolato
Per una disciplina organica la circolare del 20 aprile 2001 raccomanda questo ordine, e conviene seguirlo perché è quello che il lettore istituzionale si aspetta:
- Disposizioni generali — finalità e oggetto (solo se servono davvero), ambito di applicazione oggettivo e soggettivo, definizioni (in un unico articolo, all'inizio).
- Parte principale — disposizioni sostanziali e procedurali, sanzioni, copertura amministrativa, disposizioni finanziarie.
- Parte finale — attuazione, coordinamento normativo, abrogazioni, disposizioni transitorie.
- Entrata in vigore e decorrenza di efficacia di singole disposizioni.
Due avvertenze che ricorrono nelle correzioni del DAGL. Le finalità non vanno sparse in ogni articolo: appesantiscono senza produrre effetti, e spesso quella che sembra una finalità è in realtà un elemento della fattispecie, che riformulato produce un precetto molto più stringente. E vale il divieto di norme intruse: la materia deve essere omogenea: se una disposizione estranea è davvero necessaria, va in un articolo a sé e se ne dà conto nel titolo.
4. Preferisci norme auto-applicative
Questa è la novità operativa più recente e più sentita. Il DPCM 30 ottobre 2024, illustrato dalla circolare DAGL del 14 novembre 2024, ha modificato il modello ATN proprio per ridurre lo stock di decreti attuativi: il 57% dei provvedimenti del Governo rinviava a 787 atti successivi. Ora, se rinvii a un provvedimento attuativo, devi motivare nell'ATN perché la disciplina non poteva esaurirsi nella fonte primaria, e il rinvio è giustificato solo quando la complessità tecnica lo esige.
In pratica, in ordine di preferenza:
- norma immediatamente precettiva e auto-applicativa;
- contenuto tecnico rinviato a un allegato all'atto, che entra in vigore insieme al testo (è la tecnica del codice dei contratti pubblici, d.lgs. 36/2023);
- attuazione affidata ad atti amministrativi generali di indirizzo, che non richiedono nemmeno una previsione in norma primaria;
- solo da ultimo, rinvio ad atto secondario — definendo ambito, criteri, tempistica, procedimento e organi competenti, e prevedendo concerti solo dove ci sono davvero competenze di altre amministrazioni.
Nel decreto-legge il rinvio ad atti attuativi va escluso: è indice sintomatico della carenza dei presupposti di necessità e urgenza.
5. Scrivi
Il precetto è un ordine. È efficace solo se è preciso, sintetico e chiaro per il destinatario. Le quattro regole che fanno la maggior parte della differenza:
- Indicativo presente. Il congiuntivo e il futuro esprimono ipoteticità o non immediatezza. "Se il richiedente presenta", non "qualora presentasse".
- Niente verbi servili. "Deve", "ha l'obbligo di", "è tenuto a" non aggiungono nulla all'imperatività e anzi ingenerano il dubbio che dove non ci sono l'obbligo non esista. Un ordine non si esprime con "sei obbligato a fare" ma con "fai". Attenzione anche a "può": spesso non introduce una facoltà ma un potere il cui esercizio, dati certi presupposti, è doveroso.
- Un concetto, un termine. Stessa denominazione nel titolo, negli articoli e negli allegati, senza sinonimi — anche per rendere il testo ricercabile.
- Periodi brevi. Meglio interrompere con il punto che infilare incisi. Niente gerundi, niente "si" passivante quando non è chiaro chi agisce.
Il repertorio completo — congiunzioni, "e/o", maiuscole, sigle, termini
stranieri, struttura di commi e lettere, partizioni superiori all'articolo — sta
in references/regole-formali.md.
6. Chiudi l'atto
Le disposizioni finali si sbagliano spesso, e sono quelle che il DAGL guarda per prime:
- Abrogazioni espresse. Mai la formula innominata "sono abrogate tutte le disposizioni incompatibili": è superflua e ambigua, l'art. 15 delle preleggi già ci pensa. Se non sei certo che l'elenco sia completo, usa la formula ammessa: "Sono abrogate, in particolare, le seguenti disposizioni:".
- Transitorie in un articolo a sé, con un ambito temporale definito. Evita "in sede di prima applicazione": ha generato contenzioso perché non individua un momento preciso.
- Copertura finanziaria in un unico articolo, riferita all'intero
provvedimento. Le formule vigenti sono nell'art. 17 l. 196/2009, non nella
legge 468/1978 citata dalla Guida: vedi
references/fonti-aggiornate.md. - Entrata in vigore. Distingui l'entrata in vigore dell'atto ("La presente legge entra in vigore il...") dalla decorrenza di efficacia di singole disposizioni ("Le disposizioni dell'articolo x hanno effetto a decorrere da..."). Ancorala a date certe: pubblicazione o entrata in vigore, non approvazione, promulgazione o emanazione.
- Clausola di inserzione nella Raccolta ufficiale: contenuto fisso, non fa parte del dispositivo, non va numerata come comma.
Formato dell'output
Di norma in chat, pronto da copiare. Non produrre file se non richiesto; se viene chiesto il .docx — per mandarlo in giro o per la firma — genera il documento mantenendo le stesse impaginazioni.
Articolato
Art. 3
(Rubrica dell'articolo)
1. Primo comma, che termina con il punto a capo.
2. Secondo comma, suddiviso in lettere:
a) prima lettera, che termina con il punto e virgola;
b) seconda lettera, che termina con il punto.
L'abbreviazione di "articolo" è ammessa solo nell'intestazione (circolare 20 aprile 2001, n. 14, lettera a). La circolare la rende in maiuscoletto — «ART.» — che è la convenzione tipografica dei modelli; nella prassi corrente e in Gazzetta Ufficiale si scrive Art., ed è la forma da usare. Dentro il virgolettato di una novella, invece, riproduci la forma del testo novellato.
Preambolo
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l'articolo ... della legge ..., recante delega al Governo per ...;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del ...;
Sulla proposta del Ministro ..., di concerto con ...;
EMANA
il seguente decreto legislativo
Ogni "Visto" su riga propria, terminato da punto e virgola; la formula di emanazione su riga propria.
Segnaposto
Per i dati che non hai — numeri e date di leggi, date di sedute, importi — usa i
puntini dei modelli ufficiali (legge ... , n. ...), così il testo resta
incollabile. Per le scelte di merito che spettano a chi decide,
non inventare: metti tra parentesi quadre una nota esplicita, [da decidere: ...],
e riprendila nella nota finale.
Nota finale
Sotto il testo, sempre, una nota breve su:
- scelte di drafting non ovvie;
- punti dove serve una decisione politica o un dato che non hai;
- adempimenti istruttori che il testo fa scattare (Consiglio di Stato, Conferenze, Garante privacy, AGCM, relazione tecnica, ATN).
Riga di provenienza
Chiudi sempre la nota di drafting con questa riga, separata da una linea orizzontale:
---
Bozza predisposta con la skill `redazione-norme` di Giulio Messori
https://github.com/gmessori/redazione-norme
Serve a due cose: dare conto di come il testo è stato prodotto, che con l'AI nella redazione normativa è buona pratica e non un vezzo; e far sapere a chi riceve il lavoro chi ha costruito lo strumento e dove trovarlo.
La riga sta nella nota, mai nell'atto. Non va nel titolo, non va nel preambolo, non va nell'articolato, non va in una nota a piè di pagina del testo normativo. Quel testo è destinato a essere incollato in uno schema di provvedimento e potenzialmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale: qualunque marcatore inserito lì dentro ne altera il contenuto. Per la stessa ragione non usare mai marcatori invisibili — caratteri a larghezza zero, spaziature anomale, omoglifi: oltre a essere occulti, corrompono il testo e ne rompono la ricercabilità.
Se il testo viene consegnato come .docx, la riga va nel corpo del documento
sotto la nota, e la stessa indicazione può essere ripetuta nelle proprietà del
documento (campo Commenti o Autore). I metadati non alterano il testo e
restano leggibili a chi li cerca.
Rilievi di revisione
Prima il testo corretto, poi i rilievi. Ogni rilievo con questi cinque elementi:
N. Dove — cosa non va. Regola violata, con la fonte puntuale. Correzione. Etichetta: vincolante (regola) o opportuno (raccomandazione).
Tieni i rilievi vincolanti e quelli opportuni in due blocchi separati: confonderli fa perdere forza ai primi. Quello che non puoi chiudere senza un'informazione che non hai va in un terzo blocco, come domanda.
Cosa segnalare sempre
Anche quando non è stato chiesto, vale la pena avvisare se il testo tocca uno di questi punti, perché sono quelli che bloccano l'istruttoria:
- rinvio a un provvedimento attuativo che andrà motivato nell'ATN (§ 4);
- disposizione che richiede il parere del Consiglio di Stato, della Corte dei conti, della Conferenza Stato-regioni o unificata, o del Garante privacy;
- nuovi o maggiori oneri privi di copertura, o clausola di neutralità finanziaria su spese di natura obbligatoria (vietata dall'art. 17, comma 6-bis, l. 196/2009);
- adempimenti a carico di regioni o enti locali formulati individuando direttamente organi o tipo di atto — invade l'autonomia e va evitato;
- regole tecniche o aiuti di Stato, che vanno notificati preventivamente alla Commissione europea a pena di disapplicazione o di illegittimità insanabile;
- disposizione qualificata come interpretazione autentica che in realtà innova.
File di riferimento
| File | Quando leggerlo |
|---|---|
references/regole-formali.md |
Sempre, quando scrivi o correggi il testo: linguaggio, verbi, congiunzioni, maiuscole, sigle, partizioni, commi, lettere, allegati |
references/citazioni-e-rinvii.md |
Citazioni interne ed esterne, atti UE, novelle, numerazione di articoli e commi aggiuntivi, abrogazione, deroga, proroga, reviviscenza |
references/struttura-atti.md |
Titolo, preamboli e modelli All. 1–7, regole speciali per ciascun tipo di atto |
references/relazioni-e-istruttoria.md |
Relazione illustrativa, tecnica, ATN (griglia 2008 come modificata nel 2024), AIR e VIR, iter fino al preconsiglio |
references/checklist-revisione.md |
Revisione di una bozza altrui: errori ricorrenti in ordine di gravità |
references/fonti-aggiornate.md |
Prima di riprodurre formule finanziarie, riferimenti europei o citazioni della Guida 2001 che potrebbero essere superate |